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Travaglio a Bojano: Iorio come D’Alema. La legge Mastella "legge vergogna"


La sala del Pleiadi?s è stracolma, difficilmente lo è stata così a Bojano, tradizione conservatrice e moderata, per un?iniziativa di un partito della sinistra. Marco Travaglio è riuscito a riempirla. La scomparsa dei fatti, il titolo dell?incontro organizzato da Megachip di Isernia e dalla sezione Ds di Bojano.
Le intercettazioni di D?Alema, Fassino, Latorre, che parlano con Ricucci e Consorte della tentata scalata della Unipol alla Bnl. Il presidente della Regione Molise che definisce ?certa stampa? spazzatura. Una settimana di intenso dibattito, a tratti infuocato. Minacce di denunce e diritti della persona tirati in ballo. Diritto all?informazione minacciato e interessi forti anche nel campo editoriale.
Il giusto terreno per preparare l?intervento di Travaglio. Secco e asciutto come sempre, lineare nell?esporre le sue teorie. La polemica che contrappone Iorio ai giornalisti molisani è il dato peculiare, territoriale, da cui partono le domande dei giornalisti che lo intervistano prima che inizi il dibattito.
?È la voglia della politica di fa scomparire i fatti. In America si dice che i politici non sono pagati per parlare dei giornalisti, mentre i giornalisti sono pagati per parlare dei politici.?, risponde a chi gli chiede se le polemiche relative alle intercettazioni e le definizioni del Presidente della Regione significhino già la scomparsa dei fatti.
?I politici dovrebbero rassegnarsi che la stampa si occupi di loro?, ha proseguito, ?invece vedo che da D?Alema a questo signore qui che non so nemmeno come si chiami (Travaglio intende Iorio, la domanda gli era stata posta con ?il Presidente della Regione?, senza specificarne il nome, ndr) parlano dei giornalisti e di solito ne parlano male quando fanno il loro dovere. Mentre quando non lo fanno e gli si inginocchiano davanti reggendogli il microfono e non facendogli le domande, quei giornalisti lì piacciono sempre?.
Immediata la domanda sulla legge Mastella, su cui Travaglio non ha mezzi termini e ribadisce il suo giudizio, già espresso nella trasmissione ?Anno Zero? di Michele Santoro.
?La legge Mastella è un legge vergogna che si differenzia da quelle di Berlusconi soltanto perché si chiama Mastella e non Castelli, se si cambia una vocale e una consonante il risultato è lo stesso. È una legge che vieterà ai giornalisti di raccontare tutto ciò che c?è nelle indagini fino a che queste non sono finite. Quindi consentirà ai magistrati che insabbiano le inchieste di lavorare per tre anni di nascosto e lontano dal controllo dell?opinione pubblica e consentirà ai politici o ai potenti coinvolti in certi scandali di non far conoscere niente di quello che hanno combinato se non dopo anni e anni da quando i fatti sono stati commessi e scoperti. Con la legge Mastella non avremmo saputo nulla di Calciopoli, Vallettopoli, Bancopoli. E di Tangentopoli avremmo saputo solo dopo molti anni.?.

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